Officine Gualandi. L’unicità è in serie.

Da estimatrici del caffè e delle cose belle, apriamo la nostra serie di chiacchierate artistiche con ospiti speciali. Ci ricevono nel laboratorio di Roma, dove tutto tutto trasuda design e ricerca del bello. Mentre giochiamo con stampi e colori, proviamo a rubare l’anima di Officine Gualandi, il laboratorio creativo che fa capo a Renato, designer-progettista e a Simone, innamorato di tutto ciò che è tecnologia, nuovi media, fotografia, grafica e musica.

Manualità, creatività e assoluta cura del dettaglio sono i tratti fondamentali del loro lavoro. Benvenuti nel MondoOfficine

ImmagineVe li presentiamo, così…

Officine Gualandi.  Da quanto (ci) siete, chi siete, quanti siete e che cosa portate. Piccolo autoritratto autogestito

Officine Gualandi è un laboratorio di design nato da meno di un anno, sebbene la sua nascita sia stata preceduta da una certa gestazione in cui hanno dominato indugi ed interrogativi.

Ognuno di noi, tendenzialmente, si occupa di aspetti diversi della produzione, portando all’interno del gruppo le proprie idee che, pur se apparentemente contrastanti, con il tempo si amalgamano… come quando versi il caffè nel latte, all’inizio i due elementi sembrano rimanere separati, continuando a versare danno vita ad un bel cappuccino!

La sfida del design. Che è la sfida dell’arte in generale: il rapporto fra serie e pezzo unico. Per Officine è superato. Come lo risolvete?

Il pezzo unico rappresenta in qualche modo la necessità fisiologica di vedere realizzato un pensiero, di poterlo  osservare e migliorare continuamente. Da queste modifiche nasce inevitabilmente un altro pezzo unico, simile al precedente, ma diverso al tempo stesso. Tale processo produttivo si conclude con un pezzo che per sua natura è il primo di una miniserie! La relazione fra il pezzo unico e la serie finisce così per essere molto stretta; serialità e unicità del manufatto sono strategie produttive che si intersecano continuamente.

Percorsi ideativi: come nascono gli oggetti marchiati Officine e cosa raccontano

Gli oggetti che produciamo nascono proprio dalla caratteristica principale di Officine Gualandi, l’eterogeneità dei suoi componenti.  Sono allo stesso tempo oggetti di design, oggetti di grafica ed oggetti d’arte, come se fosse possibile vedere un oggetto da più prospettive contemporaneamente

Materiali. Riscoperta e ibridazione. Dalla tradizione al nuovo. Raccontateci i vostri materiali, i colori, la lavorazione

La materia con cui sono fatte le cose è la prima fascinazione che subiamo e che ci cattura. La ceramica riesce in questo momento a liberare la nostra immaginazione, ne sperimentiamo potenzialità e sfaccettature. Interpretando la ceramica nel design cerchiamo soprattutto  l’interazione con altri materiali e, nei progetti su cui stiamo lavorando, vorremmo indagare la sua unione con il legno. L’aggettivo che meglio può suggerire un’interpretazione dei materiali, dei colori e delle forme di Officine potrebbe essere, forse, mediterraneo.

A chi è dedicata l’arte Officine. Il vostro destinatario prediletto, chi è?

Un consumatore attento non solo alla fruibilità del prodotto, ma anche al suo valore estetico e  artigianale. Ci capita spesso di guardare un oggetto e immaginare, ipotizzare, ricostruire i gesti con il quale è stato realizzato, pensare all’artigiano intento alla finitura di un dettaglio. E’ questo che ci fa pensare di possedere qualcosa dotato di personalità.

Lavoro, sperimentazione, laboratorio. Sono luoghi fisici e metaforici: come avete scelto il vostro nome e cosa riproduce il vostro marchio

Il nostro primissimo luogo di lavoro è stato, per forze di cose, la nostra casa. Idee, bozzetti, riunioni si sono avvicendate fra le mura casalinghe di via F.lli Gualandi. Abbiamo voluto allora rendere omaggio al percorso che abbiamo fatto e al suo punto di partenza. La parola Officine, sebbene inflazionata, ci piace perché mette l’accento sul Lavoro e sulla sua multidisciplinarietà. Officine creative, artistiche, meccaniche, grafiche… Anche il simbolo della ruota dentata vuole essere un ulteriore richiamo alla lavoro, ad una dimensione industriale pre-globalizzata,  in cui la manifattura trova l’ausilio della macchina ma senza prevaricazione; quello che vorremmo richiamare alla mente è, una volta ancora, un perduto rapporto di “amicizia” fra uomo e macchina.

Due anime diversissime che si armonizzano nel tutto. Immaginiamo una riunione di lavoro del team. Chi la racconta e cosa ci rivela…

La raccontiamo insieme, dando prova di grande affinità… Esiste sicuramente un confronto verbale pacato e garbato, ma il 90% delle volte, per farla breve …rissa e spremuta di sangue! Ciò non toglie che tra gli schizzi di sangue e bastonate non si riesca ad intravedere sempre un punto comune…. ricucite le ferite e aggiustati gli arti spezzati ognuno di noi sceglie la parte da portare avanti per la realizzazione del progetto.

Forma e forme. Ma anche ricerca linguistica e concettuale. Come si coniugano, per Officine, le dinamiche espressive di un artista e i percorsi di fruizione moderni?

Per sua natura il design ci sembra meno soggetto ad incontrare difficoltà nell’infrangere il muro del senso comune per farsi capire, a differenza di quanto avviene a volte per l’arte. Grandi designer riescono a compiere vere rivoluzioni culturali, modificando abitudini consolidate con il loro passaggio. Detto questo, con la nostra piccola autoproduzione non pretendiamo di modificare nulla; realizziamo oggetti che possono integrarsi in uno stile di vita con leggerezza, semplicità e, qualche volta, ironia. Lo sforzo che facciamo è teso a incrementare i livelli di significato che un oggetto di uso comune può assumere. Con il Pendo, ad esempio, abbiamo creato un attaccapanni che potesse riassumere il suo significato attraverso la forma (lo straccetto che pende dal supporto mima la funzione che è chiamato a svolgere). Nel caso di Zefiro, abbiamo immaginato una libreria che, oltre a contenere i libri, potesse anche catalogarli, dividerli e raccontarli, manifestando in questo modo i nostri interessi e di conseguenza raccontando noi stessi.

Semplicità e ricercatezza. Nello staging dei vostri oggetti, nelle forme e nella scelta dei materiali. La parte infantile che ritorna nell’essenzialità, nei colori accesi. Quanta parte del vostro Peter Pan ricade nei vostri manufatti? Lo lascerete mai andare?

Il gioco è un elemento fondamentale per l’evoluzione di qualsiasi essere vivente, si dice giocando si impara, il gioco è curiosità, voglia di provare. Nel nostro caso anche il colore è partecipe di questa dimensione ludica; certi rossi, certe lucentezze e profondità che i colori della ceramica possiedono, risvegliano automaticamente la nostra immaginazione. Se poi aggiungiamo che nella produzione dei pezzi unici abbiamo rivisitato piccoli oggetti dell’infanzia, come ad esempio le barchette che sono ricche di significati metaforici, allora diciamo pure che il nostro Peter Pan può considerarsi assolutamente libero di esprimersi!

Must have. Qual è la vostra “ firma “, il tratto ricorrente dello stile Officine

La semplicità, vorremmo che le persone arrivassero ad affezionarsi ai nostri prodotti. Ognuno di noi è attaccato ad un oggetto apparentemente senza significato, come ad esempio quella vecchia poltrona anni ’50 che da tutta una vita tieni con te, con le sue imperfezioni, con la sua seduta consumata eppure assolutamente insostituibile…

Ognuno crede di avere qualcosa che riesce a fare innamorare gli altri. Qual è la cosa che ci farà innamorare di OG. In una manciata di parole o in una parola soltanto

Siamo convinti che non bisogna cercare per forza il consenso assoluto di tutti, vorrebbe dire modificare il nostro pensiero ed il nostro modo di essere. Siamo alla ricerca di persone che possano apprezzare ciò che siamo e che facciamo, la condivisione di queste cose farà innamorare di noi

Eng.
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As coffee addicted we start our artistic chats with special guests!! They receive us in their amazing workshop in the heart of Rome, where everything is art and beauty. We play with moulds and paints while we try stealing Officine Gualandi soul, that belows to Renato, designer and team creative mind and ti Simone, obsessive about details and technology-addicted (new media, photography, graphics and music). Manual skills, creativity and absolute attention to detail are the essentials of their creations.Welcome to MondoOfficine

simone
renato

Officine Gualandi. When were you born, how many are you and what are you bringing…your own portrait

Officine Gualandi is a design workshop born less than a year ago, even if born after a long period of dubts and questions.
Both of us deals with different sides of the production process taking in the group his own ideas, that even if seemingly conflicting, time after time they finally get melt…like the coffee in the milk when you make a cappuccino 🙂

The design challenge. That is generally the design challenge: the relationship between the series and the unique showpiece. You La sfida del design. Che è la sfida dell’arte in generale: il rapporto fra serie e pezzo unico. You won it. How?

The show piece represents somehow the need to see a tought to take shape, and then to make it better constantly. An other unique showpiece inevitably comes to life from these modifications. It’s similar to the previous but different at the same time. This creation process ends naturally with a piece that is the first of a mini-series! So seriality and uniqueness of the product become production strategies always intersecting.

Creative paths: how do the Officine objects come to life?

Our creations come from our main peculiarity, our diversity. In the same time they are design, graphics and art objects, as you could contemporaneously see a creation from different perspectives.

Materials. Rediscovery and interbreeding. From tradition to new. Tell us about your material, colors, working process

Matter things are made of, is the first thing we are fascinated by. In this moment ceramic can set our immagination free. We are experimenting with its potentialities and properties. With the interpretation of ceramic into design we search for its interaction with other kind of materials, and most of all we would like to study its interaction with wood. The term “mediterraneo” is perhaps the best way to describe Officine’s interpretation of materials, colors and shapes.

Who is dedicated Officine’s art to? Your ideal recipient

Officine’s consumer pays attention not only to product usabulity but also to its aestethic and handmade value. We often look at objects and think, immagine who made it, how made the details, the finishing touches. So we can think we own something that has personality.

Workshop, experimentation, work are all real and metaphoric places. How did you choose your name and what does your logo mean?

First of all, our first workplace was out of necessity our home. Ideas, sketches, meetings always took place in our home in “via F.lli Gualandi”. That’s because we wanted to give a tribute to the place where our project started. We like the word “Officine”,in english “workshp”, altought hackneyed, cause it underlines the work and its variety…like creative workshops, mechanic workshops, art workshops … The symbol of the gears means to refer to the work too. A lost friendship between man and machine.

Two opposite souls that totally melt. How can you describe a team meeting…

Well, we surely have a composed exchange of views but 90 times on 100…it becomes fight and blood!!! After blood and beats we find anyway a goal. Everyone chooses his own part of the project to develop.

Shape and shapes but speech and concept research too. How can you conciliate your artistic dynamics with to modern-day use?

Design seems naturally easier than art to be comprehended. Big names of design can make real cultural revolutions modifying consolidated habits. We surely don’t pretend to modify people life; we create objects that can be inserted in an easy, simply and sometimes ironic lifestyle. Most of all we try to increase the meanings of a common object.
With “Pendo” for example, we immagined an hanger that contained its meaning in its
shape (the cloth hanging from support mimes its function).

WLibreria Zefiroith Zefiro we immagined a bookshelves that could contain and catalogue at the same times books, showing our interests and ourselves consequently.

 

Simplicity and refinement in the shapes and materials of your objects. Your childish side appears in bright colors.La parte infantile che ritorna nell’essenzialità, nei colori accesi. How much of your Peter Pan lives inside your creation? Will you ever let him go?

Playing element is essential for every human, people say “you play, you learn”, playing is curiosity, it’s desire to try. In our working process, color has an important role in this playing dimension. Those reds, those lights that ceramics colors have, naturally rouse our immagination. We also inserted in our production typically childish objects such as the paper boat, then we can say our Peter Pan is absolutely free to express himself!!

Must have. Which is you “signature”?

Simplicity. We would like people to get attached to our products. Everyone is attached to an object that seems to be meaningless, like that old armchair that you keep with you a lifetime, with its  imperfections, but however irreplaceable…

Everyone thinks to have something people can fall in love with. What will make us OG. lovers? With few words, or just one…

We think we don’t need necessarily a total assent, it would mean modify our way of think and be. We are seaching for people who can appreciate what we are, and what to do. Sharing these things will make you OG lovers!

 

 

 

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