Un continuo sorprendersi. Un continuo brillare. Sonia Pi

Le vite spesso si identificano con un colore. Spesso ogni giorno ne ha uno. Altre volte si sceglie di essere un colore per sempre. Istinto, ripartenza, voglia di inventarsi ogni volta. Nella creazione di piccoli gioielli che si fanno luce, colore, brillio. L’Ospite di Usbdolls di questa intervista è Sonia Pi, fascinosa come un gatto, sognatrice senza limiti, intraprendente, appassionata e volitiva. Forte e dolcissima. Alla continua ricerca di se stessa. E di quello stupore ininterrotto, di cui non dovremmo privarci mai. L’abbiamo raggiunta durante un viaggio di lavoro e le abbiamo fatto compagnia. Per chiederle di lei. Delle sue bellissime creazioni e delle aspirazioni, dei suoi sogni di bambina e di quelli per cui sospira ancora. 

Ve la presentiamo. Ma non provate a non innamorarvene!!!

Occhi grandi e scuri. Sogni profondi. Luce e colore. Parliamo di Sonia e di una passione che diventa arte. Chi sei?

Partiamo da una domanda difficile. Chi sono???
Parlo spesso di me… tanto… eppure mettere insieme i miei “pezzi” e farne un quadro unitario mi risulta faticoso. Mi sento un po’ come un cubo di Rubik non ancora completato, dai colori mischiati. 

Compio continuamente piccoli aggiustamenti, piccole mosse per provare a dare lo stesso colore a ciascuna facciata, di modo che si tratti di un colore chiaro, identificabile formalmente, riconosciuto.

Cerco di fare ordine nel miscuglio di colori che in questo momento mi rappresentano: ecco, in questo momento della mia vita sono un colore imprecisato, fatto di colori diversi messi insieme, ma probabilmente è questa la mia luce adesso, l’assenza di un colore convenzionale.
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Molte cose da dire, in oggetti piccoli come i tuoi gioielli. L’arte per l’arte o un messaggio forte da portare addosso, in un gioiello?

Tu parli di arte e io ti ringrazio, ma io non mi sento un’artista. Credo solo nella capacità di cercare sempre nuovi stimoli, di non arrendersi, di reinventarsi, di cercare uno spiraglio di luce anche quando si crede di brancolare nel buio; credo nella capacità di utilizzare occhiali con lenti di colore diverso per guardare il mondo sotto sfumature diverse.

Sono questo per me i miei gioielli: una delle possibilità di far leva su risorse potenziali e guardarsi sotto una luce diversa, di utilizzare il “pensiero divergente” per tirar fuori aspetti di me che altrimenti sarebbero rimasti nascosti.

Probabilmente il messaggio celato nelle mie creazioni è, per dirla come Fabio Volo: “ E’ bello scoprire che di te, ti puoi ancora stupire”. Molto spesso, infatti, associamo il sentimento dello stupore a qualcosa che proviene dall’esterno: una sorpresa della persona amata, un paesaggio insolito, una notizia non prevista… dovremmo invece concentrarci sulla possibilità che lo stupore possa generare da noi stessi… stupirsi di se stessi è davvero il massimo.

Io la definirei “l’arte dello stupirsi”.

Qual è, tra i ricordi, il primo gioiello di cui Sonia si è innamorata da bambina?

Oh Dio, mi hai riportato alla memoria, un ricordo ormai posto nel dimenticatoio.

Provengo da una famiglia numerosa, con cinque figli; come puoi ben immaginare regali per il Natale e l’Epifania divenivano una tragedia per i nostri Babbo E Befana… un sacco era solo per noi! Dicasi lo stesso per le uova di Pasqua, tante volte due, tre uova, erano per tutti e cinque, dovevamo condividerle. Questa piccola premessa per raccontarti che un giorno, come tutti i giorni della mia settimana durante le scuole elementari, mi recai a casa della mia allora “amica del cuore”, che aveva nel suo salotto una quantità esagerata di uova pasquali, tutte per sé. Ancora mi sembra di vederle; dalla mia prospettiva, quelle uova sui mobili sembravano grossi trofei, simbolo ciascuno dell’amore nutrito da qualcuno nei suoi confronti. Ogni giorno mi fermavo per un po’ ad osservarle e contarle, volevo quantificare l’amore che avevano per lei. Questo finché un giorno lei decise di regalarmene uno: bello, bellissimo, con la carta argentata e un fiocco rosa. Portai il mio trofeo a casa, rinnovato simbolo dell’amore che ci legava e dentro ci trovai una catenina con un cuore d’argento. Non la misi mai per paura di romperla. La conservai scrupolosamente per anni. E’ stata di gran lunga il gioiello più bello che io abbia mai avuto. 

Come nasce un oggetto della piccola Collezione di gioielli? Ci parli del percorso ideativo?

Tutto parte da una sconfitta. Questa domanda mi è stata posta diverse volte e tutte le volte ripenso all’incipit. Avevo appena terminato uno stage in un’Agenzia per il lavoro a Salerno, a seguito di un master per la gestione delle Risorse Umane. Volevano rinnovare il mio contratto. Stavo molto bene a Salerno, l’ho adorata dai tempi in cui andavo a trovare mia sorella all’Università e ora stavo lì, avevo una casa tutta per me e la mia tutor aziendale si era rivelata una favolosa amica.

Purtroppo disposizioni “dall’alto” hanno impedito il rinnovo, così ancora una volta nella vita, ho dovuto rifare le valigie e tornare a casa dai miei. Un’altra sconfitta, un’altra pacca sulla spalla e un “arrivederci a tempi migliori”. 

Durante la mia permanenza a Salerno ero venuta a conoscenza, tramite un’amica, di diverse ragazze che lavoravano artigianalmente e compravano pezzi per il “fai da te” in negozi appositi e online. 

Prima di ritornare ne ho fatto una scorpacciata senza sapere neppure a cosa servissero; mi sono detta che qualora ne avessi avuto voglia, ci avrei provato. Ero smarrita, volevo provare ad impegnare le mani ed il tempo e allora mi buttai. Fu una rivelazione. Come disse Steve Jobs durante il suo discorso a Standford: “tutto quello in cui inciampai semplicemente seguendo la curiosità ed il mio intuito si rivelarono in seguito di valore inestimabile”.

Trascorrevo giornate intere dietro l’assemblaggio di piccoli pezzi, componevo e scomponevo, poi ricomponevo… i giorni passavano e la produzione aumentava, la mia camera era in caos, si era trasformata in un’officina! Mia madre, l’unica a sapere e a seguire in itinere il percorso, mi sembrava molto compiaciuta e cominciò ad insistere perché mi mostrassi, le parole furono: “forse a qualcuno potrebbero piacere”. Si sa, la mamma è la mamma e i suoi apprezzamenti valgono “100”. Decisi così di creare il mio album su facebook.
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Tradizione e modernità. Tra le tue creazioni troviamo gioielli classici, semplici ed essenziali che si alternano ad altri, simpaticissimi e originali. Molto cool. Cosa ti ispira e come la quotidianità o l’occasione speciale entrano nelle tue creazioni?

Non seguo una tendenza, non cerco l’occasione, non penso mai a cosa voglio dar forma. Lo faccio e basta. Seguo il mio istinto, i miei gusti, scelgo ciò che è bello per me e lo compro, poi, come per insight vedo, mentre creo, cosa dovrebbe e potrebbe essere e lo porto al mondo. Sì, ogni creazione è un “parto” che nasce dallo stare a contatto con me stessa, coi miei pensieri quotidiani, le mie emozioni, i miei perché, le mie paure, le mie aspettative. Forse la diversità nelle creazioni che tu mi riporti è solo una differenza fra stati d’animo. Wow, sto parlando come un’artista vero???

Chi è la destinataria ideale dei tuoi gioielli, che tipo di ragazza è, come la immagini?

Forse la mia risposta ti deluderà, ma l’unica vera destinataria ideale di questi gioielli sono io… sono tutti stati pensati su misura per me, dei miei gusti, delle mie idee, dei miei “momenti”.

Creando viaggio nel tempo: mi sono rivista adolescente, universitaria, stagista e immagino di essere “donna in carriera”, moglie e mamma.

Ecco mi spoglio: vedo quasi sempre me e solo me mentre creo, mi figuro i contesti, sogno ad occhi aperti.. perché sono una gran sognatrice… chi apprezza le mie piccole creazioni, in qualche modo condivide il mio vedere, il mio sentire. Io sono in tutto ciò che creo. Delusa?

Colori vivaci, materiali di diversa fattura, cosa lavori in particolare e cosa riesce a renderti più soddisfatta del lavoro? 

Adoro lavorare con le pietre, naturali o trattate, adoro i cristalli luminosi, vistosi.. perché sono una gran fanatica, lo ammetto! 

Sono soddisfatta di aver insistito, di aver creduto in quello che vedevo e sentivo nonostante ripetuti: ”Ti sei laureata per metterti a fare bracciali?”. Ho lasciato semplicemente che le opinioni altrui non offuscassero la mia voce interiore. Sono soddisfatta di essermi sentita “potente di fare” riuscendo poi a convincere gli altri di questo talento.

Ritroviamo con frequenza forme e simboli ricorrenti. Cosa rappresentano e quanto sono caratterizzanti nei gioielli di Sonia? 

Ah ecco… arriviamo ad un’ aspetto che mi sta molto a cuore. Ebbene sì, due sono i simboli che ricorrono spesso nelle mie creazioni: un cuore e una chiave

Vedo nel cuore l’amore, inteso in senso molto ampio come: amore per il proprio compagno, per la famiglia,per gli amici che scegliamo, per le proprie passioni, per la terra d’origine, per le proprie idee, per i propri valori, i propri sogni… e un’infinità di altre cose che in sostanza rappresentano l’amore che ciascuno investe nella propria vita.

Cuore come energia che investiamo in tutti questi ambiti della nostra esistenza, e la chiave come la capacità di trovare la combinazione giusta per aprire la porta di quell’energia e investirla nelle cose che amiamo. Come dico ormai a molti ragazzi, girando le scuole (tra le diverse cose che provo a fare, sono parte di un progetto per la prevenzione alle tossicodipendenze): quanta più energia mettiamo nel mondo, nelle cose in cui amiamo e a cui diamo importanza, tanto più quest’energia torna a noi, amplificata, in una sorta di effetto boomerang. L’energia che ricaviamo è di gran lunga superiore a quella immessa. Certo, a volte bisogna far fronte alle sconfitte, ma ciò che fa desistere dal mollare resta comunque l’amore che mettiamo in ciò che ci piace fare.

L’amore genera amore. Io la vedo così.

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Quanto di Sonia c’è in ogni creazione e quale gioiello, più degli altri ti rappresenta?


In ogni creazione c’è qualcosa di me, io sono in ogni creazione. Non c’è qualcosa che mi rappresenta più delle altre, ci sono solo diverse creazioni che rappres
entano diversi aspetti di me…

Ieri, oggi e…quello che arriverà. Cosa speri e come vivi l’aspetto creativo della tua vita, come si intreccia al tuo lavoro, alle tue competenze e alle tue ore quotidiane? 

Come dicevo in presentazione sono ancora una facciata scomposta del mio cubo di Rubik, mi sto ancora sperimentando e spero di scoprire di me, ancora molto altro mantenendo questa flessibilità di pensiero… sto provando ad “allenare” questo mio lato creativo per adattarlo alla pratica della mia vera professione, quella che rappresenta il mio hobby a tempo pieno, la Psicologia. Provo a traslare questa competenza nella relazione d’aiuto per creare strumenti che possano essere utili nella pratica clinica. LAVORI IN CORSO. Finché riuscirò, spero di continuare a creare, di avere sempre dei ritagli di tempo da potermi dedicare… già perché creare è prendermi cura di me stessa e delle mie sensazioni; poi, volendo fantasticare, non sdegnerei l’idea di un brand che porti il mio nome!

In ogni caso non perdo di vista il mio obiettivo principe, La psicologia è il mio mondo

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Un portafortuna e un sogno nel cassetto…

Beh dopo quello che ho detto, i portafortuna sono due: una chiave e un cuore. Io non “ viaggio ” mai senza. Auguro a tutti di trovare la chiave adatta alla serratura del proprio cuore, un cuore ricco di passione e amore per le cose in cui si crede. Penso che la capacità di trovare questa combinazione faccia la differenza nella vita.

Il sogno…. è proprio quella combinazione: il coraggio di inseguire il proprio cuore e la forza di cercare quella chiave, quella giusta. Solo il cuore può aiutarci a capire cosa vogliamo fare, cosa vogliamo diventare

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Cosa ci farà innamorare di Sonia e delle sue creazioni?

Se dopo tutto quello che ho detto non siete ancora innamorati di me e delle mie creazioni, io, come facevo da piccola, quando mettevo il broncio, mi metto a braccia conserte e ti rispondo: “Non gioco più con te”!!!!

Continueremo a giocare insieme. Perché Sonia Pi ci piace. Innegabile. Non sappiamo smettere si appassionarci a chi si stupisce. A chi fortemente sogna...

Potete trovare i gioielli di Sonia Pi sulla sua fanpage di facebookSchermata 2013-02-13 a 16.46.58

Eng. _________________________________________________________________________

Sometimes our lives can be identified with a color, sometimes everyday has one, sometimes you choose to be a color for a lifetime. Istinct, desire to dream up in the making of small shining jewels.  Our special guest today is Sonia Pi, seductive as a cat, no limits dreamer, resourceful, passionate, determined. Strong and very sweet at the same time. Ever searching for herself and for that kind of wonder that everyone should always keep. We joined her on a business trip, and we asked her about herself, her beautiful creations, her ambitions and childhood dreams, her wishes. We’re gonna intruduce Sonia…but don’t try to fall in love with her! 🙂

Big and dark eyes. Deep Dreams. Light and color. We’re talking about Sonia and a passion that becomes art. Who are you?
Well we’re starting with a difficult question 🙂 I often talk about me, but I find it difficult put togheter my “pieces” and make an unique picture from them. Sometimes I feel like an incomplete Rubik cube with shuffled colors. I make little modifies over and over again to make every side of the same color. I try to organize all those colors that represent me in this moment: well at this point of my life I’m an undefined color, made by different colors, but probably this is my light now, the absence of a conventional tint.
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Many things to say inside little objects like your jewels. Art for art or a strong message to wear, in a jewel.
You say art and I thank U ;), but I don’t feel to be an artist. I just believe in the ability to always search for new incentives, to not surrender, to search for the light even when you think you’re groping in the dark. I think everyone of us should be able to wear different lenses  to watch the world with various shades.
That’s what my jewels are: a possibility to lever on potential resources to take out some of my sides that oherwise would stay hidden. Probably the message hidden in my creations is, as Fabio Volo says “It’s great finding you can still be surprised by youself”.  We often associate, infact, the feeling of wonder to something external: a surprise from a lover, an unusual landscape, an unespected news….we should think instead that we can create the wonder….to be surprised by yourself is really uttermost!

What’s is in your memories the first jewel you fell in love with when you were a little girl?
Oh my God, you reminded me of something I put in the dustbin. My family is very noumeros, we are 5 children, you can immagine Christmases and Ephiphanies became a kind of tragedy for our parents…and the same happened with Easter eggs…many times we had to share 2 or 3 eggs!!! Once, during the primary school, I went to my best friend home who had in her living room a plenty of easter eggs, just for her…I still see them…like trophies representing somone’s love for her. Everyday I stopped to observe and count them, to quantify that love…till one day she gave me one, a beautiful one, with silver paper and a pink bow. I took my trophy at home and i found a necklace with a silver heart. It was for many years the most beautiful jewel I had ever had.

dddHow do your jewels come to life? Can you tell us something about the creative process?
My “business”‘s born from a defeat. Many times I was asked it and everytime I think to the beginning. I had just finished a stage for an employment agency in Salerno, after a Human Resources master. They wanted to renew my contract, I was fine in Salerno, I adored it since I went to visit my sister at the Univeristy, and now I could stay there, I had my own flat, and my tutor was a fabolous friend. Unfortunately orders from on high prevented the renew, so once again in my life, I had to make my luggages and come back home to my parents. An other defeat, an other pat on the back and “see you in better times”.

When I was in Salerno, I knew some girls who made jewels and bought the supplies for jewelry in dedicated shops or online, so I bought a lot of pieces, whitouth knowing whether they could be useful or not. I was lost, I wanted to try to committ my time and my hands….so I “made a run”. It was a revelation. As Steve Jobs said in his speech at Stanford :”Everything I stumbled in, just following my curiosity and my istinct became in the future priceless!”
I used to spend my days assembling small pieces, I composed and them I broke them in to different parts, days passed and my production became bigger and bigger, my room was turned into a workshop! My mum, the only one who knew and followed step by step all the way, seemed to be very pleased about it and wanted me to show my creations, so she told me “maybe somone could like them!!!” You know “mum is mum and her appreciations mean 100!!!” So I decided to upload my first album on facebook.

Who’s your ideal customer? Can you immagine and describe her?
Maybe my answer will disappoint you but the real and only consignee of my jewel…well it’s me….they’ve all been thought for me, on the strength of my likings, my ideas, my “moments”. Making a travel in the past time, I saw me teenager, college student, apprentice and I Immagine to be, businesswoman, wife and mum. I often immagine my self while I’m creating, I’m a daydreamer cause I’m really a dreamer, people who likes my jewels share somehow my way to see and feel. I’m what I make. Disappointed?

Bright colors, several materials, what’s your fave one and which one does satisfy you the most?
I adore stones, natural and treated ones. I love bright crystals cause, I have to admit it,  I’m very fanatic. I’m very happy I believed in things I saw and fell in spite of repeated ” You gratuated to make jewels?”. I didn’t care about other people’s point of view. I’m satisfied to feel to have “the power to do” and to show the people my talent.

eeeHow much of Sonia is in each creation and which jewel represents you the most?
In every creation there’s a part of me. There’s nothing representing me more than others. They’re just different creations that represent different sides of me…

Yesterday, today….and what tomorrow’ll bring. What are you wishing for and how does your creative side connect to your work and to your everyday life?
As I told you before, I’m still an undefined side of my Rubik cube, I’m still finding myself and I hope to find much more about me…I’m trying to train this creative side to apply it to my real work, my full time hobby, Psicology to create useful tools in the clinic practice. WORK IN PROGRESS. Till I can, I hope to continue creating jewels and to have some spare time to myself cause creating means take care about my self and my feelings, then I wouldn’t dislike the idea to have a my own brand…but for the moment…it’s just my immagination :). Anyway I surely don’t lose sight of my main objective, psicology is my world, definitely.
fff
A lucky charm and a childood dream…              
Well I have two luckycharms: a key and a heart. I never “go out” without. I wish everyone to find the right key for its own heart. A heart full of passion and love for the things everyone believe in. I think the ability to find this combination can make the difference in everyone’s life.
The dream….is exactly that combination: the courage to follow its own heart and to search for that key, the right one. The heart only can help us in undestanding what we want to do and who we want to be.

Why should we fall in love with Sonia and her creations?
If you’re still not in love with me and my jewels, after all that I’ve said, I cross my arms and I tell you (like I did when I was a little girl) :” I don’t play with you anymore, never ever!!!!”

We’re going to continue playing together cause we like Sonia. Without doubt. WE can’t stop gettin in to people who are surprised, who intensely dream.

If you want to see all Sonia’s creations you can find them on her facebook fanpage
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UsBlog Contest : Officine Gualandi

orecchini in ceramica fatti a mano
caramics handmade earings

Non potevamo invitarvi al caffè con Officine Gualandi facendovi andare via a mani vuote!

Se abbiamo avuto l’onore di inaugurare il blog parlandovi della Off-Philosophy, abbiamo adesso il piacere di aprire il primissimo specialissimo UsBlog Contest dedicato…

In palio i bellissimi orecchini a tiratura ” unica ” che Officine ha scelto per UsBlog e per quanti parteciperanno al contest.

REGOLAMENTO:

1)  Diventa fan di NumB-design sulla pagina ufficiale Numb di Facebook

2) Diventa fan di Officie Gualandi sulla pagina Ufficiale Facebook di Officine

3) Scrivi un commento su una delle due bacheche indicando qual è il tuo oggetto
preferito di Officine Gualandi (http://www.officinegualandi.it/ ) e dicci che uso ne faresti. Vincerà il commento più originale! Quello più ” Officine “!

DURATA E SELEZIONE DEL VINCITORE

1)    Il contest sarà aperto dal 9 al 20 dicembre

2)   A designare il vincitore saranno proprio Simone e Renato che sceglieranno la storia che meglio si avvicina allo Style_Officine

3) Il vincitore sarà avvisato tramite mail e a seguito della comunicazione dell’indirizzo, riceverà tramite posta prioritaria, i bellissimi orecchini Officine

4)…poi…correrà a recensirli sulle pagine UsBlog…

Qualora il vincitore non rispondano alla mail, la redazione assegnerà il premio al secondo classificato

E adesso, cosa aspettate? Date le ali alla fantasia….

Eng.
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We couldn’t invite you to take a coffee with Officine Gualandi without an exclusive gift!!
We are glad to invite you to the first and special USBlog contest dedicated to Officine Gualandi.
The prize is a beautiful OOAK pair of earings that Officine has choosen for USBblog, you can win it by participating to the contest.

1) Subscribe to Numb official page on Facebook 

2) Subscribe to the Official Facebook page of Officine 

3) Well done ! Now, choose a your favourite product from the site of Officine Gualandi (http://www.officinegualandi.it/) and tell us in comment on one of the two fanpages why it’s your favourite and what would you do with it. Win the most original comment! The most “Officine”!

CONTEST DURATION and WINNER SELECTION

1)  Contest will run from 9 to 20 of december

2)   Simone and Renato will personally choose the winner choosing the tale more similar to Officine style.

3) The winner will be contacted via mail and he/she will recive the beautiful Officine earings by prioritary mail

4)…and then will run on USBlog to give us a feedback! 🙂

If the winner doesn’t answer to our mail, the second will be contacted to recive the prize and so on…

Sooo? What are you waiting for? Give your fantasy a pair of wings!!!

Officine Gualandi. L’unicità è in serie.

Da estimatrici del caffè e delle cose belle, apriamo la nostra serie di chiacchierate artistiche con ospiti speciali. Ci ricevono nel laboratorio di Roma, dove tutto tutto trasuda design e ricerca del bello. Mentre giochiamo con stampi e colori, proviamo a rubare l’anima di Officine Gualandi, il laboratorio creativo che fa capo a Renato, designer-progettista e a Simone, innamorato di tutto ciò che è tecnologia, nuovi media, fotografia, grafica e musica.

Manualità, creatività e assoluta cura del dettaglio sono i tratti fondamentali del loro lavoro. Benvenuti nel MondoOfficine

ImmagineVe li presentiamo, così…

Officine Gualandi.  Da quanto (ci) siete, chi siete, quanti siete e che cosa portate. Piccolo autoritratto autogestito

Officine Gualandi è un laboratorio di design nato da meno di un anno, sebbene la sua nascita sia stata preceduta da una certa gestazione in cui hanno dominato indugi ed interrogativi.

Ognuno di noi, tendenzialmente, si occupa di aspetti diversi della produzione, portando all’interno del gruppo le proprie idee che, pur se apparentemente contrastanti, con il tempo si amalgamano… come quando versi il caffè nel latte, all’inizio i due elementi sembrano rimanere separati, continuando a versare danno vita ad un bel cappuccino!

La sfida del design. Che è la sfida dell’arte in generale: il rapporto fra serie e pezzo unico. Per Officine è superato. Come lo risolvete?

Il pezzo unico rappresenta in qualche modo la necessità fisiologica di vedere realizzato un pensiero, di poterlo  osservare e migliorare continuamente. Da queste modifiche nasce inevitabilmente un altro pezzo unico, simile al precedente, ma diverso al tempo stesso. Tale processo produttivo si conclude con un pezzo che per sua natura è il primo di una miniserie! La relazione fra il pezzo unico e la serie finisce così per essere molto stretta; serialità e unicità del manufatto sono strategie produttive che si intersecano continuamente.

Percorsi ideativi: come nascono gli oggetti marchiati Officine e cosa raccontano

Gli oggetti che produciamo nascono proprio dalla caratteristica principale di Officine Gualandi, l’eterogeneità dei suoi componenti.  Sono allo stesso tempo oggetti di design, oggetti di grafica ed oggetti d’arte, come se fosse possibile vedere un oggetto da più prospettive contemporaneamente

Materiali. Riscoperta e ibridazione. Dalla tradizione al nuovo. Raccontateci i vostri materiali, i colori, la lavorazione

La materia con cui sono fatte le cose è la prima fascinazione che subiamo e che ci cattura. La ceramica riesce in questo momento a liberare la nostra immaginazione, ne sperimentiamo potenzialità e sfaccettature. Interpretando la ceramica nel design cerchiamo soprattutto  l’interazione con altri materiali e, nei progetti su cui stiamo lavorando, vorremmo indagare la sua unione con il legno. L’aggettivo che meglio può suggerire un’interpretazione dei materiali, dei colori e delle forme di Officine potrebbe essere, forse, mediterraneo.

A chi è dedicata l’arte Officine. Il vostro destinatario prediletto, chi è?

Un consumatore attento non solo alla fruibilità del prodotto, ma anche al suo valore estetico e  artigianale. Ci capita spesso di guardare un oggetto e immaginare, ipotizzare, ricostruire i gesti con il quale è stato realizzato, pensare all’artigiano intento alla finitura di un dettaglio. E’ questo che ci fa pensare di possedere qualcosa dotato di personalità.

Lavoro, sperimentazione, laboratorio. Sono luoghi fisici e metaforici: come avete scelto il vostro nome e cosa riproduce il vostro marchio

Il nostro primissimo luogo di lavoro è stato, per forze di cose, la nostra casa. Idee, bozzetti, riunioni si sono avvicendate fra le mura casalinghe di via F.lli Gualandi. Abbiamo voluto allora rendere omaggio al percorso che abbiamo fatto e al suo punto di partenza. La parola Officine, sebbene inflazionata, ci piace perché mette l’accento sul Lavoro e sulla sua multidisciplinarietà. Officine creative, artistiche, meccaniche, grafiche… Anche il simbolo della ruota dentata vuole essere un ulteriore richiamo alla lavoro, ad una dimensione industriale pre-globalizzata,  in cui la manifattura trova l’ausilio della macchina ma senza prevaricazione; quello che vorremmo richiamare alla mente è, una volta ancora, un perduto rapporto di “amicizia” fra uomo e macchina.

Due anime diversissime che si armonizzano nel tutto. Immaginiamo una riunione di lavoro del team. Chi la racconta e cosa ci rivela…

La raccontiamo insieme, dando prova di grande affinità… Esiste sicuramente un confronto verbale pacato e garbato, ma il 90% delle volte, per farla breve …rissa e spremuta di sangue! Ciò non toglie che tra gli schizzi di sangue e bastonate non si riesca ad intravedere sempre un punto comune…. ricucite le ferite e aggiustati gli arti spezzati ognuno di noi sceglie la parte da portare avanti per la realizzazione del progetto.

Forma e forme. Ma anche ricerca linguistica e concettuale. Come si coniugano, per Officine, le dinamiche espressive di un artista e i percorsi di fruizione moderni?

Per sua natura il design ci sembra meno soggetto ad incontrare difficoltà nell’infrangere il muro del senso comune per farsi capire, a differenza di quanto avviene a volte per l’arte. Grandi designer riescono a compiere vere rivoluzioni culturali, modificando abitudini consolidate con il loro passaggio. Detto questo, con la nostra piccola autoproduzione non pretendiamo di modificare nulla; realizziamo oggetti che possono integrarsi in uno stile di vita con leggerezza, semplicità e, qualche volta, ironia. Lo sforzo che facciamo è teso a incrementare i livelli di significato che un oggetto di uso comune può assumere. Con il Pendo, ad esempio, abbiamo creato un attaccapanni che potesse riassumere il suo significato attraverso la forma (lo straccetto che pende dal supporto mima la funzione che è chiamato a svolgere). Nel caso di Zefiro, abbiamo immaginato una libreria che, oltre a contenere i libri, potesse anche catalogarli, dividerli e raccontarli, manifestando in questo modo i nostri interessi e di conseguenza raccontando noi stessi.

Semplicità e ricercatezza. Nello staging dei vostri oggetti, nelle forme e nella scelta dei materiali. La parte infantile che ritorna nell’essenzialità, nei colori accesi. Quanta parte del vostro Peter Pan ricade nei vostri manufatti? Lo lascerete mai andare?

Il gioco è un elemento fondamentale per l’evoluzione di qualsiasi essere vivente, si dice giocando si impara, il gioco è curiosità, voglia di provare. Nel nostro caso anche il colore è partecipe di questa dimensione ludica; certi rossi, certe lucentezze e profondità che i colori della ceramica possiedono, risvegliano automaticamente la nostra immaginazione. Se poi aggiungiamo che nella produzione dei pezzi unici abbiamo rivisitato piccoli oggetti dell’infanzia, come ad esempio le barchette che sono ricche di significati metaforici, allora diciamo pure che il nostro Peter Pan può considerarsi assolutamente libero di esprimersi!

Must have. Qual è la vostra “ firma “, il tratto ricorrente dello stile Officine

La semplicità, vorremmo che le persone arrivassero ad affezionarsi ai nostri prodotti. Ognuno di noi è attaccato ad un oggetto apparentemente senza significato, come ad esempio quella vecchia poltrona anni ’50 che da tutta una vita tieni con te, con le sue imperfezioni, con la sua seduta consumata eppure assolutamente insostituibile…

Ognuno crede di avere qualcosa che riesce a fare innamorare gli altri. Qual è la cosa che ci farà innamorare di OG. In una manciata di parole o in una parola soltanto

Siamo convinti che non bisogna cercare per forza il consenso assoluto di tutti, vorrebbe dire modificare il nostro pensiero ed il nostro modo di essere. Siamo alla ricerca di persone che possano apprezzare ciò che siamo e che facciamo, la condivisione di queste cose farà innamorare di noi

Eng.
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As coffee addicted we start our artistic chats with special guests!! They receive us in their amazing workshop in the heart of Rome, where everything is art and beauty. We play with moulds and paints while we try stealing Officine Gualandi soul, that belows to Renato, designer and team creative mind and ti Simone, obsessive about details and technology-addicted (new media, photography, graphics and music). Manual skills, creativity and absolute attention to detail are the essentials of their creations.Welcome to MondoOfficine

simone
renato

Officine Gualandi. When were you born, how many are you and what are you bringing…your own portrait

Officine Gualandi is a design workshop born less than a year ago, even if born after a long period of dubts and questions.
Both of us deals with different sides of the production process taking in the group his own ideas, that even if seemingly conflicting, time after time they finally get melt…like the coffee in the milk when you make a cappuccino 🙂

The design challenge. That is generally the design challenge: the relationship between the series and the unique showpiece. You La sfida del design. Che è la sfida dell’arte in generale: il rapporto fra serie e pezzo unico. You won it. How?

The show piece represents somehow the need to see a tought to take shape, and then to make it better constantly. An other unique showpiece inevitably comes to life from these modifications. It’s similar to the previous but different at the same time. This creation process ends naturally with a piece that is the first of a mini-series! So seriality and uniqueness of the product become production strategies always intersecting.

Creative paths: how do the Officine objects come to life?

Our creations come from our main peculiarity, our diversity. In the same time they are design, graphics and art objects, as you could contemporaneously see a creation from different perspectives.

Materials. Rediscovery and interbreeding. From tradition to new. Tell us about your material, colors, working process

Matter things are made of, is the first thing we are fascinated by. In this moment ceramic can set our immagination free. We are experimenting with its potentialities and properties. With the interpretation of ceramic into design we search for its interaction with other kind of materials, and most of all we would like to study its interaction with wood. The term “mediterraneo” is perhaps the best way to describe Officine’s interpretation of materials, colors and shapes.

Who is dedicated Officine’s art to? Your ideal recipient

Officine’s consumer pays attention not only to product usabulity but also to its aestethic and handmade value. We often look at objects and think, immagine who made it, how made the details, the finishing touches. So we can think we own something that has personality.

Workshop, experimentation, work are all real and metaphoric places. How did you choose your name and what does your logo mean?

First of all, our first workplace was out of necessity our home. Ideas, sketches, meetings always took place in our home in “via F.lli Gualandi”. That’s because we wanted to give a tribute to the place where our project started. We like the word “Officine”,in english “workshp”, altought hackneyed, cause it underlines the work and its variety…like creative workshops, mechanic workshops, art workshops … The symbol of the gears means to refer to the work too. A lost friendship between man and machine.

Two opposite souls that totally melt. How can you describe a team meeting…

Well, we surely have a composed exchange of views but 90 times on 100…it becomes fight and blood!!! After blood and beats we find anyway a goal. Everyone chooses his own part of the project to develop.

Shape and shapes but speech and concept research too. How can you conciliate your artistic dynamics with to modern-day use?

Design seems naturally easier than art to be comprehended. Big names of design can make real cultural revolutions modifying consolidated habits. We surely don’t pretend to modify people life; we create objects that can be inserted in an easy, simply and sometimes ironic lifestyle. Most of all we try to increase the meanings of a common object.
With “Pendo” for example, we immagined an hanger that contained its meaning in its
shape (the cloth hanging from support mimes its function).

WLibreria Zefiroith Zefiro we immagined a bookshelves that could contain and catalogue at the same times books, showing our interests and ourselves consequently.

 

Simplicity and refinement in the shapes and materials of your objects. Your childish side appears in bright colors.La parte infantile che ritorna nell’essenzialità, nei colori accesi. How much of your Peter Pan lives inside your creation? Will you ever let him go?

Playing element is essential for every human, people say “you play, you learn”, playing is curiosity, it’s desire to try. In our working process, color has an important role in this playing dimension. Those reds, those lights that ceramics colors have, naturally rouse our immagination. We also inserted in our production typically childish objects such as the paper boat, then we can say our Peter Pan is absolutely free to express himself!!

Must have. Which is you “signature”?

Simplicity. We would like people to get attached to our products. Everyone is attached to an object that seems to be meaningless, like that old armchair that you keep with you a lifetime, with its  imperfections, but however irreplaceable…

Everyone thinks to have something people can fall in love with. What will make us OG. lovers? With few words, or just one…

We think we don’t need necessarily a total assent, it would mean modify our way of think and be. We are seaching for people who can appreciate what we are, and what to do. Sharing these things will make you OG lovers!